From India

 
     
   

FROM INDIA 29 luglio 2004
La terra delle grandi contraddizioni… quello che posso raccontarvi per ora e' proprio solo questo. Da una parte la vita di una poverta' sconcertante, dall'altra un livello di progresso in alcuni campi proprio imbarazzante.
Immaginate una confusione impressionante di voci, suoni, religioni, odori, volti bellissimi e corpi straziati dalle malattie che si muovono scalzi nelle vie di un mercato che farebbe paura a qualsiasi ufficio di igiene.
Immaginate di arrivare in un paese dove tutti non fanno che guardarvi perche' siete praticamente gli unici in circolazione con gli occhi azzurri e la pelle chiara …
Immaginate di dovervi abituare a vivere come vivevano i vostri nonni, senza acqua potabile e senza bagno in camera, senza alcun tipo di macchina ne' per la puliza ne' per i lavori nei campi, senza forno, senza frigo, senza la maggior parte dei cibi che siete abituati a mangiare…
Immaginate bambini che a cinque anni sparecchiano per te come se fosse la cosa piu' normale di questo mondo, puliscono le stalle, lavano e imboccano i piu' piccoli senza mai smettere di sorridere e cantare o immaginate ragazzine che a dieci anni sanno gia' fare molto di piu' di quanto io sia capace di fare a trenta.
Immaginate di dover sostenere una lezione in un inglese stentato con un solo computer a trenta ragazzini provenienti a piedi da villaggi lontani, che parlano solo kannada', la lingua locale, o qualche parola di un inglese pronunciato in modo totalmente differente dal nostro.
Immaginate di dover mangiare a colazione, a pranzo e a cena sempre riso e chapati o di bere esclusiavamente te o latte appena munto dalla vacca nella stalla o acqua depurata tramite un filtro domestico.
Immaginate di andare al mercato e fare la spesa per trenta persone che devono mangiare un'intera settimana spendendo l'equivalente di dieci euro o di acquistare libri di matematica al prezzo di 50 centesimi di euro ciascuno o di avere uno stipendio mensile di 70 euro.
Immaginate le suore di questa comunita', donne davvero eccezionali, che condividono tutto quello che hanno con le ventitre bambine che hanno accolto nella loro casa e per le quali nutrono affetto materno e cura commuovente.
Immaginate la nascita di un vitello come un evento di grande gioia ed eccitazione o lo scatto di una foto come un fenomeno miracoloso o un cucchiaio di riso in piu' come un dono grandissimo.
Immaginate di ricevere da un sorriso o da un bacio una quantita' di amore che vi scalda il cuore per tutta la giornata e vi da la speranza per il giorno dopo.
Immaginate tutto questo e, anche amplificandolo, avrete ancora tantissimo da immaginare dell'India che sto conoscendo. Solo queste poche immagini, perche' e' troppo presto per considerazioni o riflessioni: la testa ha ancora bisogno di tempo per rielaborare cio' che dice il cuore. Forse non mi va ancora di farlo. Forse, finche' si e' qui, e' meglio non farlo.
Vi penso, uno per uno. Simo


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