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Scuola Materna
paritaria "Caterina Cittadini"
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Come
si opera nella scuola materna
La scuola è consapevole che la sua azione
educativa ha senso qualificante non solo per la
prospettiva valoriale, ma anche per lo stile relazionale
col bambino e per l'organizzazione delle attività.
1) Per lo stile relazionale col bambino:
la Scuola favorisce la qualità delle relazioni
tra bambini, tra adulti e tra adulti e bambini.
2) Per l'organizzazione delle attività:
la Scuola e attenta a non improvvisare le varie
attività, ma a programmare con coerenza nel
rispetto del tempi di sviluppo e di apprendimento
dei soggetti.
Sulla base di questi principi i contenuti saranno
trasmessi attraverso
- Esperienze di vita rispondenti all'età
del bambino, ai fini dell'autonomia, dell'identità
e della competenza.
- Momenti di lavoro d'intersezione
- Momenti di lavoro in sezione per gruppo omogeneo
- Momenti di lavoro di intervento individualizzato
- Momenti di lavoro per piccolo gruppo
- Strutturazione degli spazi
- Scansioni di tempi che offrono benessere
Nelle scelte didattiche si seguono cinque piste
metodologiche

Il gioco
L'attività ludica è considerata una
ricorsa privilegiata di apprendimento e di relazioni,
poiché i bambini apprendono attraverso il
fare attivo. Giocando essi fanno esperienza e provano
piacere e, come insegna la pedagogia umanistica,
le emozioni positive motivano e favoriscono l'apprendimento.
Per questo il gioco, in tutte le sue forme (strutturato,
di gruppo, simbolico, di movimento, di costruzione,
di esplorazione) è cornice di ogni proposta
didattica.

L'esplorazione e la ricerca
Proprio attraverso le domande (come, perché,
quando, che cosa) i bambini manifestano la loro
curiosità verso il reale. Confrontando le
situazioni, ponendo problemi, costruendo ipotesi,
elaborando e confrontando schemi di spiegazioni,
cioè di fronte ai risultati di una ricerca
- azione effettivamente sperimentata i bambini diventano
disponibili a cambiare i loro atteggiamenti e i
loro comportamenti, imparano a prendere coscienza
di sé e delle proprie ricorse e ad accettare
i loro errori. Proprio attraverso l'esplorazione,
il provare e il riprovare, tipici della ricerca
i bambini si sentono valorizzati nelle loro proposte
e superano il senso di inadeguatezza che spesso
provano nei confronti di un reale di difficile comprensione
per le strategie di pensiero da loro utilizzate.

La relazione
La relazione tra bambini, adulti ed ambiente costituisce
un intreccio sociale complesso, che rende i soggetti
disponibili ad assumere comportamenti di interazione
positiva nei confronti di se stessi, dell'altro
e dell'ambiente. Il ricorso a diverse modalità
di relazione (piccolo gruppo, gruppo omogeneo, gruppo
eterogeneo, gruppo guidato dall'insegnante o gestito
dai bambini) favorisce il gioco simbolico, l'ascolto
degli altri punti di vista, il confronto, l'accettazione
e la valorizzazione della diversità, il controllo
delle emozioni delle relazioni negative, lo svolgimento,
la condivisione e la cooperazione verso attività
comuni. La dimensione affettiva rappresenta una
componente essenziale dei processi di crescita anche
sul piano cognitivo e un clima sociale positivo
pone le sue premesse sulla capacità di ascolto,
sulla fiducia e la stima reciproche e si attua attraverso
il dialogo aperto e la relazione empatica.

La mediazione didattica
Il contesto scolastico diventa educativo nel momento
in cui possiede un progetto che orienti, sostenga
e guidi lo sviluppo e l'apprendimento dei bambini.
Le situazioni e le occasioni d'apprendimento sono
organizzate nel rispetto del grado di sviluppo dei
piccoli: non troppo complesse in quanto originerebbero
sensi di inadeguatezza e di sfiducia nelle proprie
capacità, né troppo semplici, per
evitare l'insorgere di disinteresse e la noia. La
meditazione didattica si avvale dell'osservazione
del singolo, della progettazione anche individualizzata
nelle situazioni in cui si rende necessario, della
verifica della validità del progetto e della
documentazione scritta.

Percorsi individualizzati
In presenza di bambini portatori di handicap e là
dove se ne evidenza la necessità, previo
accordo con la famiglia e con il supporto della
psicopedagogista, si procede alla formulazione di
progetti individualizzati mirati a promuovere un
apprendimento attivo perché ogni soggeto
si senta coinvolto nelle attività, sia protagonista
nel proprio processo di crescita e si riconosca
membro attivo nella comunità scolastica.
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