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La scelta di beatificare una persona ha
lo scopo di porla ad esempio a tutta la
Chiesa perché, grazie alla manifestazione
pubblica delle sue virtù, ogni cristiano
possa trovare la sua vocazione e il suo
stile di servizio. Far memoria dell'esperienza
di Caterina Cittadini, beatificata dal Santo
Padre il 29 aprile 2001, non è solo
un rievocare ciò che lei ha fatto
o come ha vissuto, ma primariamente è
un rendere attuale la passione educativa
che, in lei si è manifestata attraverso
il servizio alle giovani generazioni del
suo tempo e, tramite le sue figlie ai giovani
di tutti i tempi; è un continuare
a credere e a scommettere sull'educazione
come possibile cammino per rendere più
vero e più umano il vivere insieme,
è un rendere sempre più attuale
il carisma che Caterina Cittadini ha accolto
e concretizzato nella sua quotidiana avventura
del vivere. Ma cosa significa educare secondo
lo stile proprio di Caterina Cittadini?
Quale è stata la sue pedagogia educativa?
Quale la scelta antropologica su cui ha
fondato tutta la sua passione per il bene
dei giovani? La risposta a queste domande
è fondamentale per comprendere l'estrema
attualità del carisma nato dall'esperienza
spirituale di Caterina Cittadini. Oggi più
che mai, c'è una forte necessità
di educarsi ed educare ai valori dell'uomo
e questo implica un ritorno all'uomo cercando
di ricomporre in unità la persona,
dando direzioni di senso interiori. Educare
diventa così l'esperienza di interazione
che riconosce e promuove l'umanità
reciproca, che aiuta a scoprire valori che
danno unità alla vita, atto che libera
energie spirituali più profonde,
che evoca un dispiegamento di tecniche e
di competenze attraverso atteggiamenti comunicativi
di disponibilità.
Nel progetto di Caterina Cittadini la sistematicità
della sua specifica visione educativa passa
attraverso i principi evangelici dell'amore,
della dedizione, dell'incontro con l'altro
valorizzando il soggetto-persona protagonista
di un progetto divino. La finalità
di fondo è lo sviluppo della persona
secondo la visione cristiana della vita
che tiene in considerazione il fine soprannaturale
dell'uomo, la dignità della persona,
la libertà e responsabilità
individuale nel momento comunitario. Leggiamo,
infatti, nelle regole manoscritte del 1855:
"Sarà loro cura il piantare
nelle tenere anime delle fanciulle i semi
delle principali e fondamentali virtù
Nulla
tralasceranno di ciò che può
contribuire al loro vantaggio spirituale
e temporale
Non dimentichino mai le
Sorelle che la coltura delle giovani è
obbligo speciale del loro Istituto".
Lo spirito fondante l'arte pedagogica di
Caterina Cittadini, è da leggersi
direttamente nello stile evangelico: amore
abbandono, "farsi tutta a tutte"
con cuore di madre. Per cui educa e alfabetizza
con esempi di vita, con uno stile educativo
familiare, perseguendo la promozione della
persona dentro una pedagogia delle piccole
cose, del quotidiano in un giusto equilibrio
tra vita ascetica, preghiera e operatività
educativo-formativa.
All'interno dell'educazione della persona,
Caterina sceglie l'animazione come stile
educativo che tende a scoprire e far leva
sul punto accessibile al bene che è
insito in ciascuno. L'animazione come stile
educativo, produce crescita di coscienza
e di libertà e matura la persona
puntando sulla sua capacità di ricerca
e sul gusto della verità. Ciò
che conta è l'intensità di
partecipazione e di elaborazione personale,
le qualità, gli atteggiamenti che
si sviluppano nella persona e che la rendono
responsabile, agente principale dei processi
che la riguardano. In questo modo:
" Le maestre riuscivano evidentemente
a trasmettere alle allieve il proprio entusiasmo,
suscitavano in loro la sete di apprendere;
facevano intuire quali orizzonti sconfinati
potevano aprirsi davanti ai loro occhi anche
solo imparando a leggere e a scrivere
..Essere
maestre per le Cittadini non era solo una
professione: era la loro missione, la forma
in cui attuare il dono totale di sé"
[da "Maternità educativa"
di Sara Regina].
Per Caterina compito primario dell'educazione
è quello di coinvolgere il più
possibile per comunicare e trasmettere in
modo esperienziale i valori sui quali lei
per prima ha fondato la vita.
"Coinvolgere emotivamente" le
ragazze che le sono affidate significa per
lei porre in atto tre dinamismi fondamentali:
il dinamismo della vicinanza, il dinamismo
del gesto e il dinamismo della parola attraverso
le proprie qualità personali e le
sue peculiari caratteristiche. A questo
proposito si legge nei Documenti delle Origini:
"Era bello vederla tutta amabilità
e compostezza starsi in mezzo a quelle vispe
fanciulle nella scuola, cercando di sminuzzare
e chiarire le nozioni d'ogni materia, che
ella insegnava. Approfittava d'ogni occasione
per indirizzare a Dio quei teneri cuori
e giovani menti che, quale molle cera, ricevevano
quelle impronte, che sarebbero state incancellabili
Era attenta ed accortissima, sapeva tener
conto dell'età, del temperamento,
delle varie disposizioni di ciascuna, e
con dolcezza ed energia non solo correggeva
le colpe, ma studiava i difetti e raddrizzava
le torte inclinazioni di quelle anime giovinette
"
Educare secondo lo stile di Caterina Cittadini
non si improvvisa, ma richiede doti, come
il carisma della relazione con l'altro,
la capacità di capire, di stare insieme,
di parlare e di ascoltare in profondità,
una conoscenza attenta dell'uomo e un forte
senso di appartenenza alla Chiesa e alla
comunità umana, uno sperimentato
equilibrio umano, un'adeguata maturità,
la disponibilità ad un servizio vissuto
primariamente come missione. Solo così
la missione educativa e il carisma originario
della Cittadini, continuerà ad essere
vivo ed attuale, anche dentro società
e culture diverse, come testimonia la presenza
delle Suore Orsoline di Somasca nelle terre
di missione e si presenterà come
saldo punto di riferimento anche dentro
tutti gli sconvolgimenti e i cambiamenti
di mentalità che spesso ci fanno
perdere il senso del cammino.
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