LE SORGENTI

 
     
   

"Museo" delle Suore Orsoline di S.Girolamo in Somasca

 
 
 
Nella Regola del 1855, il fine dell'istituto è duplice:

1. consacrarsi al Signore
2. cooperare al bene pubblico attraverso l'educazione e l'istruzione delle ragazze

Che significato ha
la raccolta museale?

 
   
   
Patrimonio religioso/spirituale

Chiesa dell'ottocento (formazione e vita, fede…)
Istituto (un gruppo di donne
scegliendo Dio si pone a servizio del pubblico)
Fede popolare (Sacramenti, preghiera, devozione, pratica religiosa)

Patrimonio culturale/formativo

Segni di un periodo storico
In quel tempo, la scuola incominica ad essere obbligatoria con la finalità di formare dei bravi cittadini
Caterina e Giuditta entrano nel mondo dell'educazione perché colgono alcune urgenze.
Prima ancora di adempiere ad una norma, leggono i segni dei tempi.
In quanto donne, senza diritti, fanno un contratto di sorte per poter essere in grado di gestire una scuola e per poter promuovere la classe sociale femminile.

I programmi scolastici (i contenuti, il modo di fare gli esami ecc è secondo le leggi)

Cultura popolare - modo di vivere
La struttura degli ambienti è pressoché uguale nella disposizione, negli arredi e questo è di facile lettura dei modi di vivere. Es. Nelle famiglie c'era separazione per le stanze di riposo, ma tutta la vita era di cortile o di "ballatoio". Nei locali è facile vedere come la vita era un susseguirsi di atti comuni. Tutto era sotto gli occhi di tutti. Necessità di lavorare, di imparare a compiere i gesti più semplici per la cura della casa
Sobrietà - povertà dei mezzi

Promozione della donna
la raccolta di materiali, negli ambienti della nostra casa, esprime alcune
scelte educative che provengono dall'
attenzione specifica alla donna


La raccolta museale ci parla

 
   
   
Spiritualità

Fare ordine nel proprio cuore, nei confronti di:

Dio
amare Cristo Signore e fare tutto per amor suo
amare il silenzio per imparare ad ascoltare

Se stessi
amare la verità e odiare la falsità
rettitudine dei pensieri delle parole e dei gesti
non pretendere più di quello che si ha

Gli altri
amare e rispettare la persona nel suo essere e nel suo ruolo, sia essa coetanea, maggiore o minore
saper parlare in modo edificante con le persone
essere di edificazione ai fratelli, alle sorelle e a chi si incontra

Studio
 
Contenuti
L'urgenza è quella di "leggere, scrivere e far di conto"
Secondo le indicazioni date dal governo del tempo: cultura religiosa, letteraria, politica, tecnica, pratica ecc. nel rispetto delle capacità, a vantaggio dello spirito e della società
Lavoro
 
Lavorare volentieri
perché il lavoro è gioia, è espressione della scelta che abbiamo fatto, non è una pesantezza
Lavorare perché siamo povere
nessuno può farsi mantenere da reddito altrui se è in grado di lavorare, perché mangerebbe il pane in maniera indegna
Il lavoro come elemento di comunione
nel rispetto dei diversi compiti, tutte si aiutano quando si tratta di un lavoro urgente
avranno cura di lavorare senza ansia e senza tralasciare la preghiera
Il lavoro come elemento educativo
Il lavoro permette di crescere nell'equilibrio
L'Orsolina invoglia al lavoro come mezzo per far del bene, per raggiungere la santità
Chi non ha niente da fare, concede tempo al male
Il lavoro è cura e sollecitudine
L'Orsolina è attenta al lavoro delle educande, perché sia ben fatto, senza sciupare i materiali, preciso nella realizzazione
L'educatrice conosce le persone a lei affidate e assegna il lavoro in base alle capacità o alla lentezza
Festa e gioco

S'intende permesso l'ingresso alla gioventù femminile che vi si raccoglie, per esempio, nei giorni festivi; anzi sarà loro impegno di raccoglierla, farle un poco di lettura spirituale, spiegargliela, istruirla, ecc. e lasciarla anche ricreare lecitamente; prenderanno insomma molto interesse per essa. (Reg '55, Capo XIII,2)
Collaborazione
Si ricordino le Sorelle d'ammonirsi e d'aiutarsi insieme amorevolmente nei loro difetti, infermità e bisogni spirituali, che tra loro si conosceranno, acciò una Sorella sia come un riparo, un sostegno e franchezza all'altra, perché è scritto nei proverbi: Il fratello che è aiutato dall'altro, sarà come una città ferma. (Reg '55, Capo XXXVI,6)
dalla Regola manoscritta: "La suora Orsolina
si ritiene felice e indegna di essere tra le fanciulle, ma sa di essere investita di una missione educativa proprio dal Signore
è attenta alle capacità di ciascuna e orienta l'educazione secondo i talenti

 
 



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