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Al centro sono
disposti 5 lumini (o candele)
Allo Spirito Santo
O Spirito Santo,
noi ti preghiamo per noi e per tutti.
O Spirito di Vita,
qui non mancano forze, educazione, prudenza:
no,
anzi ce n'è perfino in abbondanza.
Ciò di cui abbiamo bisogno è
che tu ci tolga
la forza che ci porta a perdizione:
prendila e donaci la vita.
Certamente l'uomo prova
un brivido mortale
quando tu, per diventare la sua forza spirituale,
lo privi della forza naturale.
Oh, se le stesse creature
irragionevoli
capiscono, alla fine, il bene che viene
loro poi
quando il cocchiere reale prende in mano
le briglie,
ciò che dapprima le faceva rabbrividire
in un moto di ribellione,
non sarebbe l'uomo in grado di comprendere
quale beneficio tu gli fai quando gli togli
la forza
e gli fai dono della vita?
"Kierkegaard"
Dal libro di Qoèlet (1,1ss)
Vanità delle vanità, dice
Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto
è vanità.
Quale utilità ricava l'uomo da tutto
l'affanno
per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira
a tramontana;
gira e rigira e sopra i suoi giri il vento
ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio
di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il
sole.
C'è forse qualcosa di cui si possa
dire:
"Guarda, questa è una novità"?
Proprio questa è già stata
nei secoli
che ci hanno preceduto.
Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.
Si accendono 4 luci (terra,
sole, vento, fiumi)
Riflessione
E un astronomo chiese: Parlaci del Tempo.
Ed egli rispose:
Voi vorreste misurare il tempo che non ha
misure
e non può essere misurato.
Regolereste la vostra condotta e dirigereste
persino
il corso del vostro spirito a seconda delle
ore e delle stagioni.
Del tempo ne fareste un ruscello
sulla cui riva vi siedereste a guardarlo
scorrere.
Eppure ciò che
in voi è senza tempo
è consapevole dell'eternità
della vita,
e sa che l'oggi non è che il ricordo
di ieri,
e che il domani non è che il sogno
di oggi.
E che ciò che in voi canta e contempla
dimora tuttora nei confini di quel primo
momento che nello spazio disseminò
le stelle.
Chi tra di voi non sente che la sua facoltà
d'amare è illimitata?
E tuttavia chi non sente che l'amore vero,
racchiuso nel centro del suo essere, sebbene
illimitato, non viene messo in moto da un
pensiero d'amore, e nemmeno da gesti d'amore
per altri gesti d'amore?
E come l'amore, non è forse il tempo
indiviso e senza andatura?
Ma se, nel vostro pensiero,
non potete fare a meno di misurare il tempo
con le stagioni,
fate che ogni stagione racchiuda tutte le
stagioni,
E che l'oggi abbracci il passato con il
ricordo,
E il futuro con desiderio.
"Gibran"
Dal vangelo secondo Matteo (25,1ss)
Perciò vi dico: per la vostra
vita non affannatevi di quello che mangerete
o berrete, e neanche per il vostro corpo,
di quello che indosserete; la vita forse
non vale più del cibo e il corpo
più del vestito? Guardate gli uccelli
del cielo: non seminano, né mietono,
né ammassano nei granai; eppure il
Padre vostro celeste li nutre. Non contate
voi forse più di loro? E chi di voi,
per quanto si dia da fare, può aggiungere
un'ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito?
Osservate come crescono i gigli del campo:
non lavorano e non filano. Eppure io vi
dico che neanche Salomone, con tutta la
sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora
se Dio veste così l'erba del campo,
che oggi c'è e domani verrà
gettata nel forno, non farà assai
più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa
mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?
Di tutte queste cose si preoccupano i pagani;
il Padre vostro celeste infatti sa che ne
avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia,
e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non affannatevi dunque per il domani, perché
il domani avrà già le sue
inquietudini.
A ciascun giorno basta la sua pena.
Riflessione:
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Qoèlet
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Matteo
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Tutto è monotonia
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Tutto è dono
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Inutile l'affanno
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Inutile l'affanno, mabuona
è la ricerca del Regno
di Dio
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Tutto è già accaduto
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C'è una novità:
Cristo Gesù
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Si accende la quinta luce
(simbolo di Cristo)
Salmo 23
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
2 su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
3 Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
4 Se dovessi camminare
in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu
sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
5 Davanti a me tu prepari
una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
6 Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
Salmo 139
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
2 tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
3 mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
4 la mia parola non è ancora sulla
lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
5 Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
6 Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
7 Dove andare lontano
dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
10 anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: "Almeno l'oscurità
mi copra
e intorno a me sia la notte";
12 nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
13 Sei tu che hai creato
le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
14 Ti lodo, perché mi hai fatto come
un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
15 Non ti erano nascoste
le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della
terra.
16 Ancora informe mi hanno visto i tuoi
occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.
17 Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
18 se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.
23 Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
24 vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.
Spazio per la preghiera spontanea
Signore sei tu la mia lampada
Ti prego, Signore
di rischiarare la mia lampada che è
la preghiera:
preghiera che fa fatica ad accendersi,
che non è splendente come vorrei.
Ti chiedo Signore di rischiararla
e però vorrei con più audacia,
fare mie le parole di Davide: tu sei la
mia lampada.
Non voglio quindi preoccuparmi troppo
della mia preghiera nella certezza che tu
sei
la mia lampada, il sole dalla mia vita.
Donaci, o Signore Dio nostro, di capire
il mistero della preghiera.
Donami di coltivare la terra con umiltà
e
semplicità di cuore, a imitazione
della Vergine Maria.
C.M. Martini
Preghiamo
Sostieni, o Padre, con la forza del
tuo amore il nostro cammino incontro a colui
che viene e fa' che, prseverando nella pazienza,
maturiamo in noi il frutto della fede e
accogliamo con rendimento di grazie il vangelo
della gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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