|
|
|
Relazione: dott.ssa Pellegri
|
|
| |
|
Malessere e benessere esistenziale
delle nuove generazioni
La società attuale è in rapida
trasformazione:
Pluralismo culturale, che si esprime con
realtà complesse e contraddittorie.
La multimedialità come espressione
concreta delleccesso di comunicazione
e della necessità di essere connessi
e informati.
Ritmo di vita e cambiamenti rapidi e frenetici,
che riflettono le modalità comunicative
superficiali e artificiali.
La crisi del vecchio modello familiare:
Le famiglie di fatto
Le famiglie con un solo genitore
Le famiglie ricostituite
Le famiglie unipersonali
Il quadro familiare diviene sempre più
complesso, ed esposto a rischi e problematiche
di ogni tipo, connesse con le difficoltà
di gestione, interne e esterne.
Malesseri sociali:
La nevrosi noogena una mancanza
di significato e di senso allimmenso
valore della vita.
Spinta al consumismo materiale che dilaga
anche negli atteggiamenti e nella qualità
dei rapporti interpersonali.
Mancanza di saldi punti di riferimento,
sostituiti da effimeri modelli, proposti
dai mass-media; società liquida
senza confini e limiti.
La società dei paradossi: si soffre
di solitudine e mancanza di comunicazione,
in un epoca in cui le tecnologie azzerano
il tempo e lo spazio.
Come le nuove generazioni esprimono il
loro disagio:
Senso di disorientamento e frammentazione
dellidentità.
Crescente difficoltà psicologica,
che si manifesta con (bullismo, depressione,
dipendenze, comportamenti devianti).
Giovani tra vuoto esistenziale e ricerca
di senso, (difficoltà a costruire
una coscienza morale che indichi i criteri
di bene e male), relativismo morale, mancanza
di responsabilizzazione.
Le risorse delle nuove generazioni:
Il villaggio globale: spostarsi,comunicare
e conoscere con grande facilità.
Energia vitale e desiderio di sperimentazione
e conoscenza.
Naturale propensione verso la collaborazione
e la convivenza nel gruppo (amicizia e condivisione).
Sfatare lidea della maladolescenza;
giovani vittime designate di una società
piena di contraddizioni e di falsi miti.
La semplice verità delleducazione:
lio si costruisce nel tu, un
bambino da solo non esiste, poiché
egli incomincia ad esistere e a vivere nel
momento in cui accanto cè un
adulto capace di accoglierlo e di crescere
insieme a lui di M.Buber.
Leducatore deve avere ben chiaro
che a incidere maggiormente sui giovani,
non è ciò che egli dice, ma
bensì ciò che egli stesso
è e fa .
Ignorare i bisogni affettivi di un bambino,
significa gettare le basi per unadolescenza
tormentata e a rischio. Trascurare un giovane
invece significa lasciarlo allo sbando e
sotto gli influssi dei mass-media e dellindustria
del divertimento o abbandonarlo al peso
di una solitudine ed angoscia esistenziale.
Famiglia, scuola e società insieme
:
Educare alla responsabilizzazione, allautoconsapevolezza,
allempatia, allautocontrollo.
Stimolare nei giovani un processo di aoutoriflessione
e di senso critico, per limitare gli effetti
del condizionamento in un mondo fatto di
apparenze.
Rafforzare il senso della continuità
storico-temporale, per favorire nelladolescente
una prospetticità progettuale della
sua azione.
Favorire una sana crescita umana ed emotiva
che possa arricchire la creatività
e lintelligenza.
Come ci ricorda J. Vanier:
.. Nel bambino ci sono poteri straordinari,
come se fosse capace di mettere la sua manina
attraverso le griglie della finestra della
prigione. Il bambino ha il potere straordinario
di passare attraverso le sbarre della prigione
di egoismo del nostro essere, di toccare
il nostro cuore in questo angolo di vulnerabilità
e di tenerezza. Il bambino può insegnarci
ad amare. È per questo che Dio si
è fatto carne; è per questo
che Dio si è fatto bambino. Esattamente
davanti al suo stato di totale vulnerabilità
senza difesa, noi lasciamo cadere le nostre
difese, i nostri pregiudizi, i muri dietro
ai quali ci nascondiamo.
|