|
Ricordando l'estate
La gioia
di condividere momenti e avvenimenti esplode
… ed è sempre festa
(Toscana,
8-19 luglio 2002) Le lacrime stanno per
occupare i miei occhi. Il sole che risplende
fra le creature divine. Fiume, nostro amico,
che ci invita all'ascolto della Parola;
invito a silenzio: nel silenzio i cuori
s'incontrano. Credo che questa vacanza sia
stata votata al silenzio: quanti ricordi!
Voglio ringraziarti tantissimo: sono venuta
in cerca di risposta e credo di aver avuto
qualche indicazione… Sono stata molto bene
con te e di sicuro non passerà un altro
anno prima di rivederti. Sei una sorella
speciale per me, che mi sta vedendo crescere…Grazie.
(Valentina)
(Toscana,
4-6 agosto 2002) Ogni volta che scrivo rendo
memoria a tappe significative del mio viaggio
e la memoria vale più del ricordo perché
continua a vivere…ed il passato che ho negli
occhi è la fatica che ho amato di più, la
fatica più indelebile. Ora però è tempo
di lotte e conquiste. Torno a dire "grazie"
perché è la parola più semplice e piccola
che io conosca per rispondere al tuo essermi
sorella: non smettere mai di insegnarmi
a scegliere (ed una scelta è abbandono e
accoglienza). Non smettere mai di chiedermi
di più e chiedermi di cercare il Suo volto
negli occhi delle persone che incrociano,
dividono e condividono il mio tempo: perché
per ognuno di loro io sia "custodia", perché
per ognuno di loro io abbia "particolare
cura" e perché io riservi una carezza invece
di un semplice saluto. "E vide che era cosa
buona". Grazie. (Daniela A.)
(Toscana,
6 agosto 2002) Passeggiando tranquillamente
su una strada tortuosa e a tratti deserta,
ci capita spesso di soffermare il nostro
sguardo lungo un orizzonte che non si vede,
ma che per noi significa molto; possiamo
trovarci l'infinità dei nostri pensieri,
mille ricordi con voci e parole, un solo
volto, il Suo. Sensazioni, emozioni forti
vivono dentro di noi ogni volta che compiamo
un gesto, facciamo un'esperienza o doniamo
un sorriso. Tutto ciò ci riempie il cuore,
la vita. La gioia di rincontrarsi, l'emozione
e la gioia di una preghiera, la felicità
di lasciarsi per poi ritrovarsi: è bello
averti come amica. Dolce è sentire il mio
cuore che vuole bene alla tua anima. Le
parole non hanno un senso preciso e non
spiegano quello che veramente abbiamo dentro.
Che dire…nelle cose incomprensibili si trova
il vero significato del mistero che avvolge
ogni cosa. Amore, dolcezza e mistero sono
in me pronte da scoprire, sono qui! Vivo
nella speranza un giorno di trascorrere
attimi di silenzio ed emozioni forti… Vivo
nell'attesa di poter ritornare dove il silenzio
di vita ti avvolge in un abbraccio senza
fine. Vivere è prendersi cura degli altri!
Grazie. (Gaia)
(Casale,
18-24 agosto 2002) Che esperienza! La cosa
che mai dimenticherò è la gioia che voi
suore avete… Non dimenticherò mai questi
giorni così come lo è stato per l'esperienza
vissuta a Spotorno lo scorso anno. Mi mancheranno
Tutte le persone che ho conosciuto. Vi penserò
con la certezza che un giorno ci rivedremo,
spero presto. Se avete altre esperienze
invitatemi, vengo volentieri. Grazie. (Silvia)
(Casale,
18-24 agosto 2002) Le parole, a volte, rischiano
di sminuire o addirittura possono falsare
un bellissimo ricordo o una stupenda esperienza,
ma basta una sola e semplice parola per
far illuminare gli occhi di chi ti sta accanto
per far scaturire un sorriso sincero, puro
come quello di un bambino. Grazie. Ti saluto
con la speranza e l'augurio di poter vivere
altri momenti insieme, consapevole che nulla
mi è dovuto, ma è tutto dono degno di stupore
e meraviglia. (Chiara)
Santità
come dono
Incontri
giovani e adolescenti per la preparazione
alla Beatificazione di Caterina Cittadini
Sabato
10 febbraio 2001, noi ragazzi del gruppo
ACG di Chiuro, guidati da suor Michela,
abbiamo fatto una riflessione su come tradurre
la santità in quotidianità.
Dopo un breve dibattito sui motivi che ci
spingono a frequentare un gruppo di azione
cattolica, abbiamo trattato il tema della
santità come dono offerto ad ognuno
di noi da mettere in pratica quotidianamente.
Come esempio di riflessione abbiamo preso
la vita di Caterina Cittadini e di sua sorella
Giuditta. Aiutati dalla lettura i un opuscolo
e dalla visione di una videocassetta realizzata
dalle suore stesse, abbiamo potuto apprendere
come nella quotidianità e nella normalità
della vita di questa donna si sia potuto
compiere un disegno divino. Da questo, ognuno
di noi ha portato le proprie esperienze
personali e le proprie opinioni a proposito
di questo tema. Dopo aver fatto un canto
insieme, abbiamo iniziato un lavoro individuale
di ricerca: si trattava di leggere dei quotidiani
e di offrire a Dio l'articolo che più
ci colpiva per far sì che Lui, in
questo modo, non si dimentichi mai dei problemi
che esistono nel mondo. A questo proposito
abbiamo letto un brano tratto dalla Bibbia.
Come conclusione dell'incontro, ognuno di
noi, ha letto uno stralcio del discorso
tenuto dal papa durante il Giubileo dei
giovani a Tor Vergata. Da lì, ognuno
doveva trarre le parole che più lo
colpivano. Personalmente mi hanno toccato
in modo particolare queste parole: "Gesù
suscita in noi il desiderio di fare della
nostra vita qualcosa di grande. E' Lui che
ci dà il coraggio di impegnarci con
umiltà e perseveranza per migliorare
noi stessi e la nostra società. Tanti
come noi lottano e con la grazia del Signore
vincono!" Dopo aver recitato una preghiera
finale, ci siamo salutati dandoci appuntamento,
per chi fosse intenzionati, a Roma il 29
aprile per la beatificazione di Madre Caterina
Cittadini.
Mariangela di Chiuro
L'incontro
con suor Michela e suor Linda, insieme agli
adolescenti e giovani della parrocchia di
Suello è stato molto interessante.
L'incontro aveva come tema, non a caso,
la figura della neo beata Madre Caterina
Cittadini, educatrice e fondatrice delle
Suore Orsoline di Somasca. Dopo aver visto
la video cassetta suula storia di Madre
Caterina, abbiamo pregato insieme, in un
modo molto originale: ritagliando degli
articoli di giornale abbiamo simbolicamente
offerto a Cristo la nostra quotidianità,
così come faceva Madre Caterina.
La santità è l'invito a vivere
l'amore a Cristo e il dono di sé
giorno dopo giorno, senza pretendere miracoli
o atti di eroismo. Questo spinge ciascuno
di noi a cercare la santità, a volerla
e a desiderarla, senza pensare che solo
gli altri o i perfetti possano essere santi.
Vogliamo ringraziare per tutto questo le
Suore Orsoline di Somasca e, in particolare
le "nostre" suore: suor Anita,
suor Dina e suor Imelde. Il loro esempio
ci sia di aiuto per essere testimoni del
Vangelo, come lo è stata Madre Caterina.
Maria e il gruppo giovani di Suello
Sono
contento!
Sono affogato di grazia e la serenità
straripa dal mio animo.
Non so perché e neanche come, ma
c'è e volo: sì finalmente
volo e Te; lo grido: VOLOOOOOO!
Ti ringrazio, Signore del mio azzurro, ma
non basta.
E' necessario spargere, seminare, contaminare,
sussurrare e gridare,
affinché tutti possano conoscere
e gustare la bellezza di quel Dio che mi
tiene nel suo palmo. Un oratorio che rifiorisce,
un amore che cresce, una preghiera che si
fa candela, amici che si fanno casa, orsoline
che si fanno cammino
TU: UN DIO CHE
DIVIENI INTIMO AL MIO CUORE... POSSO CHIEDERE
DI PIU'?!
TI HO INTERROGATO, DIO, SUGLI ULTIMI TRAGICI
ACCADIMENTI:
HO SENTITO IL TUO DOLORE.
HO TACIUTO.
Comincio a sentire la tua "fragilità"
GRAZIE,
Orsoline, perché siete maestre, battistrada
e invito a vivere forte-fortissimo.
StenoFaco
Ciao sorelle,
quante cose vorrei raccontarvi, ma come
bene avete visto le parole non sono il mio
forte: mi riesce meglio il silenzio! E nel
silenzio ascolto, con piacere, il Signore,
gli altri, il mio mondo, che se da una parte
mi fa gioire e mi fa dire: c'è tanto
da fare per renderlo più bello, dall'altra
mi fa molto penare, perché mi sento
un pochino partecipe sia della povertà
davvero grande dell'uomo sia, soprattutto,
della sete d'amore che Dio sente. "Ho
sete!" Provo tristezza per chi non
cerca Dio, per chi se ne frega di Lui; a
volte, provo rabbia perché, per quanto
poveramente, amo tanto il mio Dio. E dico
grazie per la grazia straordinaria che mi
è stata concessa in questi giorni.
Vedere lo Spirito del Risorto che anche
oggi, in mezzo ad una "notte"
generale, lavora e quando si impunta travolge.
Davvero, l'amore ferito è realmente
potenza di Dio! L'amore è potente!
E non si arresta. Lavora e agisce nei cuori
con delicatezza, con pazienza, a volte,
come tempesta improvvisa. Tante relazioni
in questi giorni mi hanno "medicato"
il cuore: voglio dire grazie al Signore
per la presenza di tutti, per il dono che
siete stati per questa mia vita. La gioia,
la simpatia, l'ironia gustate mi hanno ri-impastato
la personalità, che si è fatta
trascinare e interrogare. Grazie per le
innumerevoli attenzioni; grazie per la preghiera.
E grazie per quelle cure che non ho saputo
riconoscere. Grazie per una attenzione profonda
a me. "Sei cresciuto nell'uomo interiore.
Si vede non tanto nelle parole, ma in quello
che sei e che fai." Questa frase la
porto nel cuore come supremo atto di attenzione
nei miei confronti e come manifestazione
della cura che Dio ha per me, per la mia
crescita. "Per la tua bontà
mi hai fatto crescere."
Ieri sera, sulla nave, eravamo tutti un
po' nostalgici e allo stesso tempo al 7°
cielo: era la gioia della fine! Durante
la condivisione mi hanno colpito molto le
parole di qualcuno
Ci siamo messi
in cerchio, proprio sotto la cabina di comando,
e lì abbiamo anche dormito, sotto
le stelle tanto contemplate; abbiamo fatto
ancora comunione.
Non ho scritto ieri sera, perché
erano davvero violente le emozioni che mi
attraversavano: avevo bisogno di un minimo
di distacco, di respiro.
Ringrazio ancora il Signore per la sua Parola,
che ho sentito così viva e rigenerante
in questi giorni: quanto mi mancava!
Lo ringrazio perché attraverso le
intuizioni di qualcuno ha dato voce ai miei
tumulti interiori, che molte volte mi fanno
soffrire, li ha portati alla luce. Forse
bisognerebbe tornare più semplici...
Forse, questo è per me un momento
della mia storia in cui la conversione mi
è richiesta e donata allo stesso
tempo.
Lo spero e lo voglio. Ringrazio il Signore
perché in questi giorni mi ha regalato
lacrime di gioia: per ben tre volte ho pianto.
S. Agostino affermava che le lacrime sono
un grosso regalo. Io spero solo che non
sia stato mero sentimentalismo, ma che il
piangere di gioia sentendosi piccolino su
uno scoglio, abbracciato dal mare, accarezzato
dal vento sia davvero esperienza reale dell'amore
gratuito del Signore e che questo amore
sciolga il mio cuore dal peccato dell'egoismo,
della superbia, dell'auto-sufficienza. Sono
piccolo e ho solo da ricevere, forse è
questa la mia via: devo solo ricevere, essere
solo accoglienza, perché solo Lui
può fare, donare, trasformare. "Il
Signore fa vivere e morire." Troppe
volte ho la presunzione di dover restituire,
perché non reggo il peso della gratuità.
Bisogna arrendersi! Ringrazio ancora Lui
per come sono stato accolto e benvoluto
nel gruppo; specialmente lo ringrazio per
quelle amicizie davvero speciali che mi
ha regalato. Finisco
qui, per non stancarvi.
Voglio dirvi ancora grazie.
Vi porto nel cuore, ricordandovi al Signore
Vinicio
Se
vuoi, puoi aggiungere qualche tuo pensiero
sul tuo sentirti adolescente o giovane in
ricerca della vita vera, quella che ti farà
scoprire che vale la pena di vivere pienamente
ogni giorno.
|