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"Mentre
si trovarono a Betlemme, giunse per Maria
il tempo di partorire, ed essa diede alla
luce un figlio" (Lc 2, 6-7)
Un luogo, una donna, un parto, un figlio...
immagini che si susseguono nel racconto
della nascita di Gesù. La sua incarnazione
ci rivela il volto del Padre; la forza del
suo Spirito che opera nella chiesa e nella
storia ci aiuta ad accogliere la pienezza
della misericordia divina. Celebrare con
giubilo i duemila anni di questo evento
salvifico ci impegna, come credenti, a mettere
in atto energie nuove per lasciarci penetrare
da questo tempo di grazia e divenire testimoni
credibili della presenza di Dio nella nostra
vita.
In questo dinamismo che impegna tutti ad
"allargare il proprio sguardo di fede
sugli orizzonti dell'annuncio", anche
la Congregazione delle Suore Orsoline di
San Girolamo in Somasca sta mettendo in
atto i processi di rinnovamento per essere
profezia nel contesto sociale moderno, animate
ed incoraggiate anche dall'imminente beatificazione
di Caterina Cittadini, fondatrice dell'Istituto
insieme alla sorella Giuditta.

Il 20 dicembre
1999 sua santità Giovanni Paolo II
ha ufficialmente riconosciuto la guarigione
miracolosa di un bambino, Samuele Piovani.
La cornice in cui si inserisce questo evento
ci riporta alle immagini di Betlemme:
un luogo, una donna, un parto, un figlio,
un avvenimento prodigioso dentro il semplice
susseguirsi dei giorni...
....Gerolanuova (Bs), dicembre 1990. La
signora Gabriella Mosconi, verso il quarto
mese di gravidanza inizia a vivere una serie
di tensioni legate alla gestazione: il feto
è più piccolo della norma
e la presenza del liquido amniotico scarsa.
Settimanalmente ripete l'ecografia e ogni
volta il medico operatore le dice che il
feto non è un bambino, ma qualcosa
di deforme, che la gravidanza non può
andare a termine e perciò le consiglia
di interromperla. Ma la donna, insieme al
marito, si oppone a tale proposta e, sollecitata
dalla sorella Suor Antonella, appartenente
all'Istituto delle Suore Orsoline di Somasca,
si affida all'intercessione della serva
di Dio Caterina Cittadini, coinvolgendo
laici e suore. Dopo una novena di preghiera
gli esami clinici rilevano un aumento del
liquido amniotico e la mamma si sente incoraggiata
a continuare a pregare con fiducia per portare
felicemente a termine la sua gravidanza.
L'8 marzo 1991 viene alla luce il piccolo
Samuele, ma dopo otto giorni subentra una
grossa emorragia nella zona occipitale.
I medici non possono fare nulla data la
vastità della zona lesa. Per i genitori
non rimane altro che la preghiera rivolta
alla Madre fondatrice Caterina Cittadini
per ottenere che egli sfugga alla morte.

Dopo tre mesi
dalla nascita Samuele viene dimesso dall'ospedale
nonostante i pronostici infausti e a casa
i genitori constatano, ogni giorno sempre
di più, inaspettati cambiamenti e
inspiegabili miglioramenti. Oggi si considera
la guarigione di Samuele completa; il bambino
frequenta la terza elementare con positivi
risultati e manifesta felicità e
tanta voglia di vivere.
...Una donna, un parto, un figlio, una
vita!
Queste le parole e i segni che si proiettano
nel tempo e si riflettono sullo schermo
della storia di una semplice famiglia, ma
che prendono luce e forma nel contesto di
una famiglia più grande, la chiesa,
madre di tutti i credenti, in cui in questi
giorni vi è inserita a pieno titolo
una donna e una madre amante della vita:
Caterina Cittadini.
...Una donna, una chiamata, una porta
aperta alla vita...
Caterina Cittadini, nata a Bergamo il 28
settembre 1801, rimane orfana insieme alla
sorella Giuditta; viene accolta al Conventino
di Bergamo, dove si forma umanamente e cristianamente
sotto la guida del Priore don Giuseppe Brena.
Dopo aver conseguito il diploma di maestra
elementare, nel 1823 lascia il Conventino
per trasferirsi con la sorella presso i
cugini sacerdoti Giovanni e Antonio Cittadini
a Calolzio, parrocchia della diocesi di
Bergamo.
Nel 1824 Caterina è assunta come
maestra nella scuola comunale femminile
di Somasca, frazione di Vercurago, nei pressi
di Calolzio.
Tanto lei che la sorella Giuditta desiderano
entrare in una Congregazione religiosa,
ma chiedendo consiglio a don Giuseppe Brena,
loro direttore spirituale al Conventino
di Bergamo, accolgono la volontà
del Signore di fondare loro stesse una Congregazione
a Somasca.
Dopo aver comprato uno stabile in questo
luogo, con ulteriori modifiche, lo sistemano
facendolo diventare sede di un educandato
e in seguito dell'Istituto religioso delle
Suore Orsoline.
Caterina si inserisce nella vita del piccolo
paese, partecipando attivamente alla vita
parrocchiale e spendendosi per le fanciulle
più bisognose di attenzioni e di
cure.
Questo peregrinare di Caterina e Giuditta
Cittadini ci riporta al cuore del significato
dell'Anno Santo che stiamo vivendo, ci ricorda
la consapevolezza che ci deve animare in
prima persona a compiere dentro di noi i
primi passi della conversione, lasciandoci
avvolgere dalla misericordia di Dio Padre
per divenire a nostra volta misericordia,
impegnandoci ad essere "il fermento
e quasi l'anima della società umana,
destinata a rinnovarsi in Cristo e a trasformarsi
in famiglia di Dio". Bergamo, Calolzio,
Somasca, sono la sintesi di un doppio pellegrinaggio,
concreto e spirituale insieme: dalla casa
paterna al Conventino, dal Conventino alla
casa dei cugini sacerdoti, da Calolzio a
Somasca; sono le tappe che segnano la sua
vita e la portano a mettersi in cammino
alla ricerca di una casa, di un luogo in
cui abitare, di un ambiente ospitale e accogliente.
I suoi passi sono tappe anche del suo cammino
spirituale, alimentato da una graduale maturazione
nella fede, fortificato dalla sofferenza,
sostenuto dalla presenza di guide semplici
e sagge.
Tutta la vita di Caterina Cittadini è
scandita dalla ricerca di una "dimora",
stabile, costruita sulla roccia di Cristo,
sorretta dalla piena adesione alla sua missione
salvifica che la spinge incessantemente
a farsi "casa" lei stessa per
i piccoli e i giovani in particolare.

Il suo pellegrinaggio
l'accompagna fino a Somasca, dove la carità
educativa sarà l'anima della sua
famiglia religiosa e lo zelo apostolico,
la preghiera, l'umiltà e la fiducia
nella divina Provvidenza saranno le pareti
portanti; Cristo Gesù sarà
"la porta" di passaggio dell'istruire
e dell'educare, del formare e del promuovere,
del dare e del ricevere.Ponendo in Lui ogni
fiducia e speranza, Caterina diventa a sua
volta la porta che si apre alla vita. Tutto
ciò che vive trova senso nella sua
totale appartenenza, nulla tiene per se
stessa, nulla risparmia, ma tutta si spende
per la passione educativa verso le giovani
generazioni.
Non è difficile, allora, capire perché
sia proprio un bambino ad entrare nel suo
cuore; da buona Madre accoglie le preghiere
di due genitori che chiedono la sua intercessione
per salvaguardare la vita del proprio figlio.
E' un segno grande di amore alla casa, alla
famiglia, ai semplici, ma grandi eventi
che sui susseguono fra le pareti domestiche
del quotidiano. Caterina si spalanca con
ferma decisione sulla scena del mondo contemporaneo
per dire ancora oggi ad ogni uomo, ad ogni
credente, di rispettare e amare la vita,
soprattutto se piccola, fragile, indifesa;
invita tutti a porsi al suo servizio e a
lottare con ogni energia per il suo armonico
sviluppo e la sua piena maturazione.
In questo anno giubilare caratterizzato
dal perdono e dalla remissione del debito,
Caterina ci insegna che il primo debito
da rimettere è proprio quello della
vita, del diritto di ogni persona a vivere
un'esistenza serena e dignitosa, libera
da ogni sfruttamento, da ogni compromesso.
Liberare la vita, per ogni Suora Orsolina
di Somasca, significa realizzare con coerenza
e competenza il proprio ruolo educativo:
aprire la porta della propria missione a
chi oggi è solo, povero, sfruttato
non solo dai potenti della terra, ma anche
dalla prepotenza dei mass media, dall'illusione
di una discoteca, dalla paura del fallimento
e dall'indifferenza...
Un luogo, una donna, un parto, un figlio...
il prodigio di Betlemme continua ancora
oggi ed ogni volta che si guarda a questo
grande mistero dell'Incarnazione di Cristo,
con la certezza di portare in noi un frammento
della sua luce, così che "anche
ciò che è nostro diventa suo
e acquista una forza che risana" Queste
sono le opere dei santi, questo significa
credere nella loro intercessione; questo
è il miracolo della vita che si spalanca
sul mondo; questo è ciò che
ci insegna Caterina Cittadini.
Suor Pierina Peroni
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