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LA CHIESA E IL CONVENTO
DI S. MARIA LA VITE
La nascita della cappella
Come sia nata la cappella di S. Maria la
vite è un mistero; c'è una
leggenda che narra che nei pressi ci Consonno
ci fossero dei briganti che sotto la protezione
dei conti Olginati andavano a rubare nelle
case del popolo ma una notte il diavolo
aspettò i briganti nei pressi delle
case e quando li vide arrivare li catturò
attaccò i loro cavalli a una vite
e gli diede fuoco e portò i briganti
all'inferno. Alla mattina quando i contadini
andarono a lavorare nei campi trovarono
la vite e i cavalli dei briganti bruciati
e pensando che erano stati salvati dalla
madonna costruirono una chiesa in suo onore.
Però un documento trovato, della
metà del seicento, spiega che il
convento e stato costruito perché
gli abitanti di Olginate, Villa e Valgreghentino
non volevano andare a messa a Garlate dove
si trovava l'unica chiesa della sponda destra
dell'Adda. Comunque la nascita di questa
cappella è un mistero.
I monaci di sant'Ambrogio
I monaci di sant'Ambrogio vennero fondati
nel 1375 d.C..
Nel 1645 soppressero alla chiesa di Garlate
il piccolo monastero di S. Maria la vite,
i monaci che abitavano nel chiostro erano
molto pochi, un libro ritrovato spiega che
al massimo c'erano 3 monaci 5 padri e qualche
fratello converso che formavano la famiglia
religiosa.
Questi monaci durarono fino al 1647.
La chiesa di S. Maria la vite
Non sono molte le notizie rimaste di questa
chiesetta; la sua appartenenza a un ordine
religioso a fatto si che i visitatori non
si interessassero molto di lei.
All'epoca ci san Carlo Borromeo essa aveva
cinque altari dedicati rispettivamente a
santa Marta, alla Beata Vergine Maria, a
santa Caterina, a sant'Antonio, e l'altare
del corpo del signore.
Nella cappella c'erano alcuni sepolcri;
uno, quello dinanzi all'altare del Corpus
Domini riservato ai confratelli del SS.
Sacramento.
Nel 1647 arrivarono i Carmelitani che fecero
decorare la chiesa con affreschi statue
e un nuovo altare.
Partiti i Carmelitani il convento fu comprato
da privati che lo manomisero e lo ridussero
ad usi profani.
Sulla fine dell'ottocento ritornò
ad essere usato a beneficio della gente.
Oggi chi visita l'antico monastero e l'annessa
chiesetta di S. Maria la vite, si accorge
che là ci fu un convento dal chiostro
che in parte rimane; quanto rimane rivela
la pittura seicentesca; l'abside, dinanzi
a quale sta l'altare smussato per permettere
la visione totale della decorazione, reca
dipinta una grande crocifissione con vista
di Gerusalemme. Nel corpo ridotto della
chiesa si possono scorgere resti incompleti
di affreschi, fra i quali si nota il grande
affresco dell'ultima cena.
Oggi la chiesa è aperta solo il giorno
di sant'Antonio in onore dell'altare.
Adesso il convento è chiuso e
una parte è abitata, la chiesa viene
aperta una volta alla settimana per le messe
in onore degli altari dedicati ai santi,
il convento invece viene aperto solo su
prenotazione per delle riunioni o per delle
visite guidate anche di persone estere.
Dentro la chiesa è molto piccola
ma molto carina, è divisa in due
navate, quella centrale dove c'è
un maestoso affresco che rappresenta l'ultima
cena però non è del tutto
visibile perché quando il convento
diventò privato il padrone fece cancellare
tutti gli affreschi, perciò gli archeologi
nel cercare di far ritornare alla luce gli
affreschi li hanno un po' rovinati, in mezzo
alla navata c'è un altare d'oro ricamato
con delle pietre preziose bellissimo ma
non si può fotografare.
Nella navata secondaria ci sono cinque tombe
e una cappella in onore della Madonna.
Oggi il convento è completamente
aperto al pubblico solo il giorno di Sant'Antonio
in onore dell'altare presente nella chiesa,
e quel giorno si possono far benedire gli
animali, il sale, e le candele come si faceva
una volta
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