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Gentili e spettabili visitatori del nostro
sito, siamo lieti di informarvi che siete
il numero "uno" che desidera immensamente
ammirare le sontuose chiese calolziesi.
CALOLZIO E LE SUE BELLEZZE
Siamo in un paesino di collina dove vi
guideremo alla scoperta delle chiese della
zona (Chiesa di Calolziocorte, Santuario
del Lavello, Santuario del Casale).
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La Chiesa Arcipresbiterale di San
Martino in Calolziocorte è
stata costruita prospiciente la vecchia
Parrocchiale secondo il progetto dell'illustre
ingegnere architetto lecchese Giuseppe
Bovara di Lecco tra il 1817 e il 1847,
alla chiesa arcipresbiterale si accede
attraverso un monumentale pronao a
quattro colonne con capitelli corinzi.
Superata la bussola di ingresso, maestoso
appare l'altare in marmo bianco di
Carrara , con alle spalle l'affresco
obsidale raffigurante l'apparizione
di Cristo a San Martino eseguito da
Luigi Morgari di Torino nel 1907 e
sovrastato dalla cupola dipinta dal
Brighenti nel 1830 . Ai lati si osservano
i quattro altari di San Giuseppe,
dei SS. Rocco e Sebastiano , dell'Addolorata
e della Beata Vergine del Carmine.
Notevole l'organo settecentesco Serassi.
CURIOSITA'
* Anche Caterina e Giuditta Cittadini
aiutarono a rac-
cogliere il materiale per costruire
la Chiesa
* Il pronao e le tre statue sono
considerate oggi
monumento nazionale
* I lavori di restauro furono compiuti
perchè la Chie-
sa rischiava di crollare
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LA
CHIESA ARCIPRESBITERIALE DI SAN MARTINO
La storia
Nel1817 i parrocchiani di Calolzio si resero
conto che il vecchio edificio adibito al
culto non era più idoneo a contenere
le aumentate necessità di culto della
popolazione
.L '8 dicembre del 1817 il popolo si rivolse
al Governo di Milano con supplica firmata
dal parroco don Giovanni Clemente Longo
al fine di ottenere la concessione di ergere
il nuovo tempio, il 26 marzo del 1818 il
progetto fu approvato e, infine l ' 8 maggio
la decisione fu definitiva.
Quindi il 26 agosto fu posta la prima pietra
in occasione della festa di Sant' Alessandro,
il patrono di Bergamo. I lavori proseguirono
nel 1821 e furono gettate le fondamenta
del presbiterio e del coro; il 7 ottobre
1826, giorno di ingresso in parrocchia di
don Antonio Ubiali, venne collocata l' ultima
tegola.
Nel 1829 iniziarono i lavori di ornato e
di inquadratura e in soli 17 anni la chiesa
diventa realtà, ma solo nel 1836
i lavori subirono un rallentamento a causa
di un 'epidemia di colera.
I lavori del pronao tetrastilo iniziati
nel 1845, si conclusero nel 1847 con l'
intervento degli scultori Balerna e degli
scalpellini Stella e Lurà.
Oggi, la chiesa, situata in Via IV Novembre,
domina il paese in posizione sopraelevata
e ci appare nella sua eleganza già
dall ' atrio che la precede interamente
in pietra viva di Mapello ad eccezione delle
4 lasene in muratura.
Decorano il frontone tre statue: san Giovanni
Battista, Martino ed Evangelista.
Il portone d 'ingresso è realizzato
in legno e in esso sono incisi dei rosoni
e dei santi.
L 'arte nella chiesa
In questa Chiesa si accede attraverso il
grande proano a quattro colonne con capitelli
corinzi sormontato dalle tre statue di San
Martino patrono, San Giovanni Evangelista
e San Giovanni Battista, realizzato in pietra
di Mapello.
Superata la bussola di ingresso alla porta
principale, davanti agli occhi del visitatore,
si erge l'altare maggiore: interamente in
marmo bianco di Carrara con ornati in rame
e in bronzo, esso reca sul basamento due
bassorilievi rappresentanti re Davide nell'atto
di offrire un sacrificio e Mosè intento
a far scaturire l'acqua dalla roccia.
Alle sue spalle si trova il coro di legno
in noce soverchiato dall'affresco absidale
raffigurante l'apotesi della Carità
con l'apparizione di Cristo a San Martino.
La volta a botte della navata è decorata
in stucco con la presenza di ben 258 rosoni,
mentre la tazza del presbiterio presenta
il motivo affrescato della Gloria di San
Martino.
Dal 1995 sino al 1998 l'intera struttura
è stata sottoposta ad una serie di
interventi di restauro.
Proprio accanto a questi vi sono 4 busti
in argento raffiguranti dei papi cioè
Sant 'Ambrogio, San Carlo, San Martino e
San Francesco di Sales.
La pavimentazione è a scacchiera
e i banchi sono disposti per tutta la chiesa
ordinatamente.
I dipinti su tela si trovano sopra agli
altari minori, che sono 4, cioè quello
della Beata Vergine del Carmine, dei santi
Rocco e Sebastiano, di san Giuseppe e dell
'Addolorata.
Queste opere raffigurano San Martino attorno
ad altri Santi, San Martino in abito episcopale,
una scultura con Giuseppe e Gesù
bambino, una di Santa Rita e Vincenzo de
'Paoli, realizzate dal Castello, Lotto,
Nardini e Avogadri.
Come affreschi si possono ammirare molteplici
opere che animano il soffitto e lo sfondo
dietro all 'altare maggiore della chiesa
fatte e studiate dal Brighenti e dal Morgari.
Molto appariscente è la Tazza del
Brighenti che raffigura la gloria di San
Martino coronata dai quattro evangelisti
Marco, Matteo, Luca e Giovanni; nel centro,
posti su una nuvola rosa e dietro a un sole
raggiante, con sfondo turchese, vi è
Dio rappresentato da un anziano accanto
a Gesù suo figlio, vestito di bianco
con appoggiata a sé la croce.
Infine, coronano il tutto, uno squadrone
di angeli che suonano l ' arpa oppure reggono
striscioni con scritte latine e, in particolare
si nota Gabriele che regge uno scettro d
' oro in mano.
Oltre a quest'affresco, sparsi sui muri
della chiesa ve ne sono degli altri, come,
ad esempio Melchisedech e San Martino a
cavallo.
Sul retro dell 'altare vi è il coro
realizzato in legno di noce composto da
stalli e inginocchiatoi, quindi, nei primi
sonoposte delle nicchie contenenti l ' immagine
di un santo.
Sopra di questo, come abbiamo già
accennato prima, l ' affresco che rappresenta
san Martino che monta il suo nobile e candido
destriero il quale ha un ' aria fiera di
sé è affascinante con sfondo
Dio, il Resegone e una vittima della guerra
in basso.
Le documentazioni
La chiesa è sempre stata pubblica
fin da quando è stata costruita nel
diciannovesimo secolo ed è sempre
piaciuta molto fin da quei lontani tempi,
anche se prima era più piccola e
si trovava sotto all'odierna casa di don
Gianfranco, il compagno dell'arciprete don
Leone.
Ora per dimostrarvi che ciò che dico,
cioè che ai cittadini di Calolziocorte
piace molto la chiesa di San Martino sia
nella cerimonia che nell ' aspetto, vi scriviamo
alcune interviste .Ecco qui l ' intervista
alla piccola bambina: " Mi piace tanto
la chiesa perchè è tutta colorata
di rosa e anche perchè il prete don
Gianfranco è simpatico e dice bene
la messa, senza farmi annoiare, come fa
il prete di Foppenico. "
Ed ecco le parole della signora Rota: "Si,
mi piace questa chiesa perchè mi
avvantaggia dato che le abito vicino, ma
soprattutto per il fatto che l ' omelia,
nonostante essere molto lunga spiega numerosi
argomenti che non conoscevo. "
Ed ora quelle di Eugenio e Raul: "Ci
piace andare qui a messa perchè la
chiesa splende in eleganza ed armonia negli
affreschi e anche nella cerimonia."
Inoltre anche quelle di Martina, suor Liduina
e Michela: "Io vado spesso in chiesa
e mi piace, anche se la predica è
lunga.", " La chiesa bella, ampia,
accogliente...
Per quanto la celebrazione non è
molto partecipata tranne quella dei ragazzi."
e " Anche se è solo da due anni
che sono qui mi piace la chiesa e la giudico
una delle più maestose che abbia
mai visto.". Come ben vedete non diciamo
bugie!
Alcune testimonianze
Ed
ecco le parole della signora Rota: "Si,
mi piace questa chiesa perché mi
avvantaggia dato che le abito vicino, ma
soprattutto per il fatto che l'omelia, nonostante
essere molto lunga spiega numerosi argomenti
che non conoscevo. "
Ed ora quelle di Eugenio e Raul: "Ci
piace andare qui a messa perchè la
chiesa splende in eleganza ed armonia negli
affreschi e anche nella cerimonia."
Inoltre anche quelle di Martina, suor Liduina
e Michela: "Io vado spesso in chiesa
e mi piace, anche se la predica è
lunga.", " La chiesa bella, ampia,
accogliente...
Per quanto la celebrazione non è
molto partecipata tranne quella dei ragazzi."
e " Anche se è solo da due anni
che sono qui mi piace la chiesa e la giudico
una delle più maestose che abbia
mai visto.". Come ben vedete non diciamo
bugie!
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