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India-Nagercoil

 
     
 

LETTERA DA NAGERCOIL
TAMIL NADU- INDIA

   

(Traduzione dall'inglese)

Ogni disastro svela la realtà della vita. Alcune storie possono essere incoraggianti altre terribili.
Noi Suore Orsoline di Somasca, insieme ai Padri Somaschi, abbiamo iniziato la nostra presenza a Nagercoil una delle aree più colpite dallo Tsunami, visitando i villaggi più disastrati come Keelamanakudi, Melmanakudi, kottilpadu, Muttam, Colachel, Pillaithoppu, Azhikal.
Siamo rimaste veramente colpite nel vedere la totale distruzione delle case e la miserabile condizione delle persone.

 
 

Se la perdita della vita è estremamente dolorosa, non lo è meno la perdita di ogni cosa che compromette anche la possibilità di sopravivere: circa 30.000 persone sono rimaste senza casa, 120.000 hanno perso tutto quanto serviva per la pesca (24345 reti, 6842 catarami, 1411 piccole imbarcazioni e 395 barche motorizzate). Più di 30.000 persone si sono concentrate in 62 campi di raccolta lungo il distretto. Sebbene non manchino cibo o vestiario, il clima generale è piuttosto triste: le persone sperimentano depressione e tensione perché non riescono a dormire e non hanno appetito. Chi ne soffre di più sono i bambini, più di un terzo delle vittime del disastro : alcuni sono orfani, altri sono ancora alla ricerca dei loro genitori.

Parecchi di loro non vogliono tornare a scuola perché, dicono, il governo può dare loro il materiale scolastico, ma non ridare i fratelli, gli amici che non ci sono più. Molti sono in stato di shock. Alcuni sono troppo piccoli per comprendere quanto è accaduto e come, di conseguenza, è cambiata la loro vita. Devono essere aiutati perché vivono in una costante paura dello Tsunami e sono molto disturbati dal punto di vista emotivo. Abbiamo incontrato parecchi di questi bambini, siamo state con loro, abbiamo cercato di aiutarli dimostrando loro cura ed affetto.
Abbiamo cercato di aiutare i più grandi ad uscire dalle loro difficoltà e li abbiamo invitati a continuare i loro studi.

 
 

I pescatori della zona hanno faticato per anni ad uscire dalla loro situazione di povertà; ora, in seguito allo Tsunami, sono senza casa e vivono in capanne; in queste condizioni, le ragazze non riescono ad impegnarsi per la scuola, anche perché nella zona si vive nella costante paura che possa ripetersi il disastro.
Proprio per uscire da questa situazione e potersi impegnare nello studio, molte ragazze hanno scelto di vivere con noi, in una casa presa in affitto, fino agli esami (le scuole chiudono alla fine di marzo), poi si vedrà.

Così al presente, circa 50 bambine e ragazze vivono con noi in un'atmosfera familiare in cui si sentono aiutate , capite, sostenute nel loro impegno scolastico. Anche il vescovo della Diocesi ci ha incoraggiato in quest'opera invitandoci a prendersi cura delle bambine e delle ragazze, ad aiutarle a superare le loro paure ed a prepararsi bene agli esami.
E' una sfida che ci viene richiesta: provvedere, ora, alle necessità di queste ragazze e, nel futuro ad aiutarle a ricostituire la loro vita spazzata via dalle onde dello Tsunami.

 

16 febbraio 2005

 

Suor Silvia, Suor Benit, Suor Nakshatra

 

Tsunami: il giorno dopo

 

Pianto sull'India

 


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